Psiche e Silenzio: Silenzio e Creatività

silenzioecretivitàintFra le tante possibilità, la bellezza è frutto dello spirito soggettivo dell’artista. Questa sua creazione nasce innanzitutto all’ombra del silenzio, è da esso infatti che può nascere l’incontro con l’ispirazione e la genialità.
Nello spazio del silenzio, l’artista può riconoscere la voce della creatività, senza rischiare di confonderla con il rumore del mondo.

L’arte prende forma dal grembo dell’intimità.

La persona, nell’interrogare il proprio silenzio può trovare gli elementi per una sua peculiare espressione creativa da portare nel mondo. Sarebbe altresì impossibile far nascere un’opera d’arte fuori dal “luogo silenzio”, o all’interno di un mondo spersonalizzato e imbruttito dalla mancanza di connotazioni emotive.

Quando si guarda, si osserva o si vive un’opera d’arte, si può respirare l’aurea silenziosa da cui è stata generata. Si può rintracciare l’idea originaria e lo stimolo iniziale che ha ispirato l’artista.

L’opera parla con il suo silenzio, incontrando il silenzio dell’osservatore.

Ascoltare un atto creativo è possibile solo quando il fruitore è riuscito a fare silenzio dentro sé, arrivando a far tacere tutte le voci e i rumori che non gli consentono di avere un atteggiamento d’accoglienza.

Come diceva Simone Weil, bisogna far tacere le voci che, dentro di noi, giudicano, sono stereotipate, non vanno oltre le apparenze, si legano a superficiali spiegazioni e che trovano facili soluzioni. Solo in questo modo si potrà, autenticamente, fare silenzio dentro se stessi.

In tale prospettiva il silenzio diviene elemento centrale nella creatività (sia come atto che come contemplazione), intesa come possibilità di creare e trovare soluzioni non convenzionali, anche ai comuni problemi della vita quotidiana.

Nei luoghi che non hanno identità, e creano un rumore che toglie memoria e senso della storia della persona, le opere d’arte perdono il loro carattere originario, non avendo più la potenza di risonanza con l’animo umano.
E questo ancor più se il fruitore ha introiettato quel rumore superfluo che lo allontana dalla sua autenticità emotiva.
In questa condizione l’opera non può accedere all’interno del soggetto, non può creare un incontro in quanto non è permessa l’immersione necessaria. Quel che resta è solo la creazione di distanza e lontananza.
E’ nel silenzio che subisce un arresto la relazione d’uso (soggetto-oggetto), ponendo le basi del dialogo soggetto-soggetto (due, o più, umanità creative che si incontrano).

Nel silenzio l’artista trova la sua creatività e l’espressività con cui può prendere forma, facendo si che la sua opera sia pienamente originale e soggettiva, arricchendo l’umanità tutta.

Nel silenzio, il fruitore scopre la complessità e la molteplicità dei sentimenti.

Se l’arte nasce dal rumore e dal conformismo del mondo non potrà che essere convenzionale e banale, limitandosi ad esprimere la sua stessa superficialità.

E’ nel silenzio che nasce, invece, un atto creativo grande, originale e interminabile.

Francesco Urbani

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