Dalla parte dei bambini: Come nasce la cecità emotiva per Alice Miller

Solo se ci libereremo dalle tendenze pedagogiche potremmo capire a fondo la reale situazione vissuta dal bambino. Questa comprensione si può riassumere nei punti seguenti:

1- Ogni neonato è innocente.

2- Ogni bambino ha bisogni cui non può rinunciare: tra di essi troviamo il bisogno di sicurezza, di affetto, di protezione, di contatto, di sincerità, di calore e di tenerezza.

3- Questi bisogni vengono di rado appagati, ma spesso sono sfruttati dagli adulti per i loro scopi (trauma dell’abuso perpetrato sul bambino).

4- Le conseguenze di un abuso compiuto su un bambino si protraggono per tutta la vita.

5- La società sta dalla parte dell’adulto e addossa al bambino la colpa di ciò che gli è stato fatto.

6- La realtà del sacrificio del bambino viene costantemente negata.

7- Le conseguenze di questo sacrificio vengono perlopiù ignorate.

8- Il bambino, abbandonato a sé stesso dalla società, non ha altra possibilità che rimuovere il trauma e idealizzare l’autore del misfatto.

9- La rimozione genera nevrosi, psicosi, disturbi psicosomatici e criminalità.

10- Nella nevrosi si rimuovono e rinnegano i bisogni autentici e, al loro posto, si vivono sensi di colpa.

11- Nella psicosi l’abuso viene trasformato in un’idea delirante.

12- Nel disturbo psicosomatico si soffre del dolore del maltrattamento, ma rimangono nascoste le vera cause della sofferenza.

13- Nella criminalità si mettono in atto continuamente il turbamento emotivo, la seduzione e il maltrattamento.

14- Il processo terapeutico può avere successo soltanto se non viene rinnegata la verità relativa all’infanzia del paziente.

15- La teoria psicoanalitica della “sessualità infantile” rinforza la cecità della società e legittima l’abuso sessuale compiuto sul bambino. Essa rende colpevole il bambino e risparmia l’adulto.

16- Le fantasie sono al servizio della sopravvivenza. Aiutano a esprimere la realtà intollerabile dell’infanzia, e allo stesso tempo a nasconderla o minimizzarla. Un avvenimento o un trauma “inventato” per così dire nella “fantasia” cela sempre un trauma reale.

17- Nella letteratura, come nell’arte, nelle fiabe e nei sogni, spesso si esprimono in forma simbolica esperienze rimosse della prima infanzia.

18- Sulla base della nostra ignoranza cronica della situazione reale vissuta dal bambino queste testimonianze simboliche di tormenti sono non solo tollerate, ma persino apprezzate nella nostra civiltà. Se venisse compreso lo sfondo reale di questa espressione cifrata, esse verrebbero messe al bando dalla società.

19- Le conseguenze di un crimine compiuto non vengono eliminate per il fatto che vittima e carnefice sono entrambi ciechi e turbati sul piano emotivo.

20- Si possono evitare nuovi crimini se le vittime cominciano a vederci chiaro. La coazione a ripetere verrà, in tal modo, eliminata o indebolita.

21- Mettendo allo scoperto in maniera inconfondibile e priva di ambiguità la fonte della conoscenza celata nell’evento dell’infanzia, i resoconti delle vittime possono aiutare la società in generale e la scienza in particolare ad accrescere il loro grado di consapevolezza.

Tratto da “Il dramma del bambino dotato” di Alice Miller, ed Bollati Boringhieri, 1996, trad. it. di Maria Anna Massimello

Francesco Urbani
urbani@casadinchiostro.it
www.francescourbani.it

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