La Ballata di Giordana Testafrana (I-VIII)

VIII
Negli occhi ho solo una bambina
gioca con gli altri ed è tanto carina.

E’ sempre contenta e volentieri va a scuola
perché affronta la vita con una gioia ormai nuova.

La vedi scherzare per un’intera giornata
fare i compiti allegra e un po’ scanzonata.

Tutto questo però è solo una mia fantasia
basta un colpo di vento a portarlo via.

Guarda bene negli occhi questa realtà
quando la vita toglie ogni possibilità.

 

VII
Negli occhi ho solo una bambina
l’ho vista in un’alba, di prima mattina.

Mi ha ricordato le infanzie da incubo
da cui vorrebbe uscire subito.

Tutto questo però resta impossibile
come storia che proprio nulla ha di nobile.

E se tu continuerai a negare il dolore
nella vita non riceverai alcuna compassione.

Anzi sarai responsabile non troppo indiretto
di questo pezzo di mondo in continuo difetto.

 

VI
Negli occhi ho solo una bambina
non è scomparsa neanche stamattina.

Ne scrivo solo di sabato o di domenica
ma quotidianamente non resta dimentica.

Abita da sola, al fondo di inaccessibili tenebre
e ingenuamente si copre gli occhi con mani tenere.

Puoi tentare di andarla a prendere
senza illuderti di poterla mai avere.

Perché qualcuno la felicità un giorno le ha strappato
e da allora il suo cuore piccolino è rimasto ingabbiato.

 

V
Negli occhI ho solo una bambina
si può attendere ma nessuno si avvicina.

Vorrebbe molto degli altri la vicinanza
ma tiene tutti quanti a grande distanza.

Gioca sempre in un giardino circondato da fiori,
ma guarda in basso per non vedere chi c’è lì di fuori.

Di aspettare qualcuno non proprio ha motivo
perché chi si avvicina, pensa, può essere cattivo.

Allora se ne sta immobile nel suo piccolo mondo
facendo finta che nulla le giri mai attorno.

 

IV
Negli occhi ho solo una bambina
passa, senza però fermarsi in cucina.

Di rado resta a far colazione
e anche oggi non andrà ad lezione.

La mattina non ha alcuna compagnia
anche se forse un po’ scenderà per la via.

Perché a volta sembra le torni una curiosità,
quella che normalmente ogni bambino ha.

Ma molto più spesso sceglie di tornare nella sua stanza
che per lei forse è l’unico modo per far resistenza.

 

III
Negli occhi ho solo una bambina
che non va a scuola quando arriva mattina.

Passa il suo tempo chiusa in una stanza
osservando il terrore che attorno le danza.

A volte sembra aspettare la sera
ma lì la paura del buio si fa solo più vera.

La vita per lei ha smesso di avere tempo
colpa di una solitudine che ogni ballo rende lento.

Ormai si guarda raramente attorno dato che non spera
dell’infanzia la gente adulta non sia mai più carceriera.

 

II
Negli occhi ho solo una bambina
che quando si sveglia non è ancora mattina.

Ninne nanne non ha mai avuto da cantare
e nel suo letto alcun sogno ha potuto sognare.

Tiene gli occhi aperti quasi ogni notte
a guardare le speranze che ormai son tutte rotte.

Gli abbraccio del passato le han tolto l’innocenza
perché non avevano amore ma solo muta violenza.

D’altronde se l’adulto dell’amore non conosce il dolore
finisce per togliere ai bambini il coraggio dell’immaginazione.

 

I
Negli occhi ho solo una bambina
rinchiusa nel buio di una cantina.

Il suo pianto è una lenta cantilena
e ai piedi la stringe un’invisibile catena.

A salvarla ci vorrebbe un momento
eppure ciò che ha è solo grigio cemento.

Ormai tutti gli adulti si impegnano in nulla
senza accorgersi che in casa è vuota la culla.

Così l’infanzia se ne resta in cella
e di tutte le età non è la più bella.

 

Francesco Urbani
www.francescourbani.it
www.casadinchiostro.it
urbani@casadinchiostro.it

Immagine tratta dal sito Unicef www.unicef.it 
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