Lo stile autentico del comunicare

stili di comunicazione“E un bel giorno tu emergi dal tuo far poesia
come un iceberg dal mare e sul giornale di bordo
c’è: mattina, cambio di rotta, direzione nord-nord-est.
Il cuore si è adeguato. L’acqua si fa blu balena.

Nelle remote regioni del cervello diventa un imperfetto
Ciò che era partenza e sensazione e viaggio d’esplorazione.
Come il pack s’avvicina la mezza verità – la prosa.
E congela, sulle labbra secche, il canto.”
Dars Grunbein, “Dalle guerre artiche”

Le parole di Dars Grunbein ci ricordano che se un poeta viene ridotto alla prosa, lontano dal suo stile elettivo di comunicazione, così come una persona viene snaturata dal suo autentico modo di comunicare, allora a restare è solo il vuoto di parole logore e banali.

Si comunica solo quando si utilizza il proprio stile, quello che emerge dalle radici esistenziali, dagli affetti, e dalle esperienze.
Questo stile si connota in modi che a volte non sono consapevoli a causa del “chiacchiericcio” (per dirla con Kavafis) in cui spesso siamo immersi.
E tale condizione ci può portare a considerare il nostro comunicare solo come uno “strumento”, e non come elemento fondante che ci consente di stabilire ponti con l’altro e con noi stessi.

La ricerca di una “autentica personale voce” (stile) passa soprattutto per l’ascolto del detto, quanto del taciuto, in un tempo che è costante e continuativo.
Essere accanto, e ricercare “risonanze” con le emozioni e i sentimenti, deve essere orientamento costante nell’allenamento del proprio stile, affinché si eviti quel processo di sterilizzazione che porta le parole a divenire vuote, inefficaci e intercambiabili.
Quando lo stile conosce tale perdita della propria peculiarità, allora ne nasce il fraintendimento e la confusione, perché la comunicazione è priva di sincerità, fragilità, profondità e leggerezza.

Lo stile personale di comunicare nel mondo è sempre incontro tra le nostre emozioni e quelle dell’altro. È rivivere continuamente tale momento.
Le parole banali e indifferenti vengono dismesse per dare voce a quelle che nascono dal silenzio, le quali non evidenziano le differenze ma bensì le affinità.

Francesco Urbani
www.francescourbani.it

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