Decluttering mentale e digitale: 3 consigli per fare spazio nella testa e nella vita

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Viviamo circondati da cose che chiedono continuamente la nostra attenzione.

Una notifica sul telefono. Una mail a cui rispondere. Un messaggio lasciato in sospeso. Dieci schede aperte sul browser. Un calendario pieno di appuntamenti. E poi quella sensazione, difficile da spiegare, di avere sempre qualcosa da fare anche quando non stiamo facendo nulla.

Il problema non è soltanto la quantità di informazioni che riceviamo. È anche il fatto che raramente abbiamo l’occasione di liberarcene.

Per questo, ogni tanto, può essere utile fare un po’ di decluttering, non soltanto negli armadi o nei cassetti, ma anche nella nostra vita digitale e nella nostra testa.

Decluttering significa letteralmente fare ordine eliminando ciò che è superfluo. Applicato alla dimensione mentale e digitale, può diventare un piccolo esercizio di consapevolezza: capire che cosa merita davvero la nostra attenzione e che cosa, invece, possiamo lasciare andare.

Non serve trasformare la propria vita in una tabula rasa. Bastano alcuni gesti semplici.

1. Concediti una giornata senza social

Il primo passo è forse anche quello più difficile: smettere per qualche ora di essere continuamente raggiungibili.

Non significa necessariamente spegnere il telefono per 24 ore. Può essere sufficiente scegliere una giornata, o anche soltanto una parte della giornata, durante la quale non aprire Instagram, TikTok, Facebook, X o gli altri social che utilizzi abitualmente.

All’inizio potresti accorgerti di quanto spesso prendi lo smartphone senza avere realmente un motivo.

Il gesto è quasi automatico: aspetti l’autobus, controlli il telefono. Sei in coda, controlli il telefono. Ti annoi per trenta secondi, controlli il telefono.

Provare a interrompere questa abitudine permette di recuperare qualcosa che normalmente non consideriamo una risorsa: la noia.

Ed è proprio nei momenti vuoti che possono comparire pensieri, idee e collegamenti che normalmente vengono soffocati dal flusso continuo di contenuti.

Un buon compromesso può essere scegliere una fascia oraria, per esempio dalle 20 alle 9 del mattino successivo, durante la quale i social restano semplicemente fuori dalla tua giornata.

Non devi fare nulla di spettacolare. Devi solo lasciare un po’ di spazio vuoto.

2. Fai pulizia nel telefono e nel computer

Il disordine digitale è spesso invisibile, ma non per questo meno ingombrante.

Quante fotografie abbiamo salvato senza motivo? Quante applicazioni che non utilizziamo più? Quante newsletter che continuiamo a ricevere? Quante schede aperte nel browser? Quanti file chiamati “documento_finale”, “documento_finale2” e “documento_finale_definitivo”?

Anche il desktop del computer può diventare una sorta di soffitta digitale.

Dedica mezz’ora alla pulizia.

Cancella le applicazioni che non utilizzi. Elimina le fotografie doppie. Disiscriviti dalle newsletter che non leggi. Organizza i file più importanti in poche cartelle facilmente riconoscibili. Svuota il desktop.

E soprattutto, riduci le notifiche.

Non tutto ciò che può comparire sullo schermo merita di interrompere quello che stai facendo. Lascia attive soltanto le notifiche realmente importanti.

Il risultato non sarà soltanto un telefono più ordinato. Sarà anche una riduzione delle piccole interruzioni che, sommate durante la giornata, consumano una quantità sorprendente di attenzione.

3. Fai un bilancio delle tue priorità

Il decluttering più importante, però, non si fa sullo smartphone.

Si fa nella testa.

A metà mese, oppure semplicemente quando senti di avere troppe cose da fare, prova a fermarti per dieci minuti e prendi un foglio.

Scrivi tutto ciò che in questo momento occupa spazio mentale: lavoro, studio, appuntamenti, progetti, commissioni, persone da contattare, cose che continui a rimandare.

Poi dividi l’elenco in tre categorie:

Da fare.
Sono le cose realmente importanti e necessarie.

Da rimandare.
Non sono urgenti e possono aspettare.

Da eliminare.
Sono impegni, attività o preoccupazioni che continui a portarti dietro senza che abbiano più un vero motivo per esserci.

Quest’ultima categoria è probabilmente la più difficile.

Siamo molto bravi ad aggiungere cose alla nostra vita, ma molto meno bravi a eliminarle.

Eppure una parte della serenità nasce proprio dalla capacità di dire: questa cosa non è più necessaria.

Fare spazio non significa fare meno

Il decluttering mentale e digitale non dovrebbe diventare l’ennesima forma di performance.

Non dobbiamo avere un telefono perfettamente organizzato, una casella email vuota e un’agenda minimalista per sentirci meglio.

L’obiettivo è un altro: recuperare la possibilità di scegliere a cosa prestare attenzione.

In un mondo che compete continuamente per i nostri occhi, il nostro tempo e la nostra concentrazione, anche decidere che cosa non guardare può essere un gesto di libertà.

Perciò, prima di aggiungere una nuova applicazione, un nuovo impegno o una nuova attività alla tua giornata, prova qualche volta a porti una domanda molto semplice:

Ne ho davvero bisogno?

Forse il vero decluttering comincia proprio da lì.

Francesco Urbani
Psicologo-Psicoterapeuta-Supervisore
urbani@casadinchiostro.it
www.francescourbani.it
www.casadinchiostro.it

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