Il Silenzio della buonanotte

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Lungo le ore dove l’anima si fa esile, e si abbandona con tutta la forza della fragilità, al silenzio della notte: tace la parola che tanto è stata presente durante il giorno, con tutti i suoi significati, le speranze e anche il rumore assordante.

Linguaggi del quotidiano che sono sempre speranza di dialogo, l’incontro con l’altro, che sia estraneo o amico, ma sempre percorso di conoscenza. Giorni in cui spesso, o solo a volte, si riesce ad accompagnare la solitudine.
Ma è il momento del silenzio, che si intreccia sempre meno alla parola, in queste ore dove i molti dormono.
È il silenzio dell’ascolto, che interrompe tutti i discorsi, e si rivolge all’interiorità.
In questo tempo, e in questo spazio, solo apparentemente vuoto, possiamo trovare una pace, un’armonia con noi stessi e con l’altro, che abita in noi.

Non c’è più il frastuono del mondo, che con il suo eccesso di comunicazione impedisce di toccare anche chi abbiamo accanto, di sentire il suono delle nostre stesse emozioni.

È il silenzio nei suoi significati complessi, a riportarci alla casa della nostra anima, in compagnia della nostra autentica esistenza.

Questo silenzio da proteggere, perché sempre fragile.
Questo silenzio da ascoltare e seguire, in ogni sua infinita sfumatura.

Francesco Urbani
urbani@casadinchiostro.it
www.francescourbani.it

Immagine: Tempi Moderni di C. Chaplin, 1936

Musica: Sigur Ros - Untitled 3

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