Dominio sessuale e sottomissione: il racconto di un desiderio e di un illusione. Il caso G.

G. è un professionista affermato, con una vita pienamente realizzata, che ha conosciuto tempo fa una ragazza molto più giovane di lui, e ne è rimasto immediatamente affascinato.
Quello che soprattutto lo ha profondamente colpito è la leggerezza di lei, che sconfina apertamente nella superficialità. Elementi della giovinezza che ricordano sempre un’incoscienza e la malizia della scoperta, oltre che della trasgressione.
Questa ragazza rappresenta pienamente “l’apparenza”: ben truccata, sempre ben vestita e con un corpo perfetto (e giovane!).
Anche lui è un bell’uomo, per quanto si avvicini ormai alla soglia dei sessant’anni, ha un corpo che cura costantemente oltre che un aspetto gradevole, che racconta di una persona sicura di sé e anche carismatica. E tutto questo nonostante una vita fatta di mille impegni lavorativi e la presenza di una moglie e due figli, che sicuramente lo impegnano non poco.

Lui è in parte perturbato da questa attrazione che ha provato in modo improvviso, ma nel contempo non nasconde che ne è affascinato, perché lo intriga e lo incuriosisce. Lui che da tempo sentiva che erano diventate poche le cose che lo coinvolgevano.

Parla poco della moglie ed evita di pensarci, in parte perché sente di averla tradita, ma più profondamente perché si sente sempre a disagio nei confronti di questa donna, che rimane sempre un po’ fredda e distante. Capace solo di mantenere (e tenere) alle apparenze, in un contesto sociale che, in fondo, è questo che richiede.
Per il resto, questa donna, è impenetrabile, ed anche la sessualità fra di loro (che ormai è assente da anni) non è mai stata particolarmente coinvolgente.

Quest’uomo sente che anche la sua giovane amante è “impenetrabile”, ma in un modo diverso, e ciò provoca in lui fantasie sessuali di “dominio e violenza”: fantasie che riguardano il legarla, sottometterla e possederla con rabbia. Fantasie che sente possono piacere anche a lei.
Fantasie che sente condivise con lei, anche se mai ne hanno parlato.
Il desiderio di lui per lei è però nel tempo diventato obiettivamente un’ossessione, dato che lui vede in lei qualcosa di inarrivabile, e quindi di estremamente desiderabile.
Sogna di “bloccarla lentamente” e di violentarla in un gioco di sadismo e masochismo, che però è intimità condivisa e piacere reciproco. Dolore e piacere che si compenetrano.
Sente che lei lo provoca continuamente, ogni volta che si incontrano, volutamente o casualmente. Perciò sente anche che lei è irraggiungibile, perché è più giovane e perché è il suo carattere. Lei che dice sempre di “non essere di nessuno”.

Nel tempo, questa sorta di rituale, che durerà circa un anno, vedrà i due corteggiarsi silenziosamente, in un gioco di allusioni e di sguardi, fino a quando inizieranno a frequentarsi in una relazione clandestina, che li vedrà anche avere un rapporto sessuale.
Rapporto, ben lontano dalle fantasie di lui, e che sarà poco piacevole per entrambi, oltre che rapido e incompleto.
E’ in questa intimità che avviene il grande “passaggio”, il quale vede infrangersi il sogno di lui.
Un sogno che si sgretola nell’incontro reale, e che gli svela che la ragazza che ha tanto desiderato non è affatto la “copertina” che appariva.
La ragazza tanto desiderata non era una “giovane protagonista di un film pornografico ben fatto”, ma bensì una giovane che delle fragilità e delle solitudini non dissimili dalle sue.

Lei che si sente sola, e che sente di vivere in una famiglia che non la comprende, dato che è unicamente interessata ad apparire. Una famiglia dove è più importante quanto si guadagna che non il lavoro che si svolge.
Luoghi dove l’apparire ha sostituito la sostanza, e quindi anche gli affetti e le possibilità di comunicazione.

È in questo riconoscimento reciproco nelle medesime fragilità, e nelle medesime condizioni di solitudine, che lui crolla e sente che questa attrazione, questa ossessione, altro non è stata che un anestetico al dolore della sua condizione di vita.
L’illusione è finita! Ed è arrivato il momento di comprendere che deve rivedere la sua vita, e la sua condizione generale, in modo più profondo.
È qui che decide di rivolgersi ad un professionista…

Francesco Urbani
urbani@casadinchiostro.it
www.francescourbani.it

Sostieni Radio Kafka con una donazione
Iban IT25F0306967684577764149731
Intestato a Blog Radio Kafka
Causale: Sostegno Radio Kafka
Banca Intesa Sanpaolo Spa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Close
Social profiles