Fernando Pessoa – Faust (#1)

pessoa2Iniziata la stesura nel 1908, non arrivò mai ad un effettivo compimento. Il “Faust” di Pessoa ritrae il fallimento della ragione e della conoscenza, in cui l’uomo è descritto come un viaggiatore di un eterno circolo dove la curiosità può portare solo alla scoperta di tracce, che nella realtà sono unicamente immagini riflesse da uno specchio misterioso.


Ah, tutto è simbolo e analogia!
Il vento che passa, la notte che rinfresca
sono tutt’altro che la notte e il vento:
ombre di vita e di pensiero.

Tutto ciò che vediamo è qualcos’altro.
L’ampia marea, la marea ansiosa,
è l’eco di un’altra marea che sta
laddove è reale il mondo che esiste.

Tutto ciò che abbiamo è dimenticanza.
La notte fredda, il passare del vento
sono ombre di mani i cui gesti sono
l’illusione madre di questa illusione.

*

Tutto trascende tutto
ed è più o meno reale di quello che è.

Tratto da “Faust” di Fernando Pessoa, traduzione di Maria José de Lancastre, Ed. Einaudi, 1989

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