Il Lettore nell’era dell’Immagine e della Cultura Visuale

Questo scritto è parte di una riflessione relativa alla manifestazione “Tempo di Libri” tenutasi a Milano, e che ha visto la domenica, completamente dedicata al tema “Libri e Immagine”.

Nell’epoca dell’iper-modernità anche il lettore è stato costretto ad una profonda modificazione, nel suo essere soggetto che dialoga diversamente con il testo e con l’immaginazione.
Se da un lato, infatti, si è ampliato un aspetto che prima era solo laterale, ovvero quello della passività, dall’altro oggi, chi legge, richiede sempre di più il diritto di “essere”.

Rispetto al primo punto, cioè la neo-passività, essa richiama principalmente l’aspetto strumentale, che avvolge completamente il lettore. Esso è difatti completamente circondato da un efflusso tecnologico che gli propone continuamente nuove letture.
Questi consigli che non sono mai scollegati dall’uso dell’immaginazione, sono poi sempre legati agli acquisti precedenti e comportani che il lettore stesso si ritrovi in una situazione non di stimolo.
È ripetitivamente in una situazione mono-tono.
Vi è una chiusura rispetto alla proposta degli autori e dei generi, per cui il lettore non è mai invitato a speriementare in “campi” diversi da quelli che conosce abitualmente.
Inoltre è diventato sempre più difficile che il lettore si rechi il libreria, dove invece proprio il perdersi costituisce l’elemento di ricerca e di nuova conoscenza.

Il secondo punto, invece, si riferisce ad un lettore profondamente, e multiformemente, alfabetizzato: ovvero oggi è un soggetto capace di muoversi (e qui risiede una nuova forma di attività) all’interno di canali e piani comunicativi tra i più diversificati.
Testualità e Visualità sono per questo lettore modalità che consoce e con cui stabilisce nuove forme di dialogo. Elementi questi che non erano neanche pensabili fino a qualche anno fa.

Il Soggetto deve saper “scivolare” tra i vari livelli, che vanno dalla metafisica filosofica al peggior aspetto dei mass-media, e ciò ha creato due tipologie di Lettore (al cui interno ne convivono molte sfumature): chi si muove con consapevolezza tra questi aspetti, e che invece declina verso l’abbrutimento culturale senza nessuna coscienza di quel che gli sta accadendo. Anzi spesso questa seconda categoria di lettori, finisce con il pensarsi erudita, piuttosto che “utilizzata” dal mercato.
La prima categoria, invece, finisce per sentire strette e inadeguate quelle che in precedenza erano le comuni forme di comunicazione: giornali, libri…

Spaziare dall’antico al moderno, dalla parola scritta all’immagine, con influenze che vanno dalla teologia alla psicologia, sono all’ordine del giorno. Ed ogni Lettore-Soggetto ne è contemporaneamente Spettatore e Parte-Presente.

Spazio, Percezione Visiva, Costruzione Linguistica: l’immagine è simbolo concreto di un complesso campo culturale, dove ogni prospettiva è una possibilità che suggerisce un collegamento tra Visione, Percezione e Sperimentazione.

È una potenzialità questa possibile ambiguità del Lettore come soggetto multiforme, in cui la Visualità è il ritorno di un elemento naturale che è comprensibile in modo intuitivo.

Lo Spettatore-Lettore e l’Immagine sono un luogo dove la rappresentazione del mondo è condivisione che impedisce la solitudine dell’approccio individualizzato.
Nessuno, quindi, si ritrova solo davanti al senso di una “storia”, e la forma artistica è “Arazzo” composto da diverse forme simboliche che bisogna saper disfare, oltre che tessere.

Chi Sono Francesco Urbani
Scrivimi urbani@casadinchiostro.it
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