Mostri, Corvi e Tempeste del Lutto e della Perdita: Il Romanzetto Lumpen di Roberto Bolaño

Il “Romanzetto Lumpen” di Roberto Bolaño (edito da Adelphi, nell’elegante traduzione di Ilide Carmigniani) è, come spesso accade ai libri brevi, di non facile interpretazione.
La trama ci racconta la storia di due fratelli, che rimangono precocemente orfani a causa della morte dei genitori in un incidente stradale. Ed è qui che assistiamo al procedere della vita, dei due giovani, dopo una tragedia così devastante.
Qui risiede però un punto fondamentale di questo libro, perché vi è il cammino lungo la strada dell’inferno. Raccontata con maestria, e come se non assistessimo ad una disfatta, bensì ad accadimenti del tutto naturali. Ci troviamo però, inconsapevolmente proiettati, come se ci avessero accompagnati ad occhi chiusi, nel senso profondo del lutto.

Con la calma dell’arte della sua scrittura, e con l’obiettività mai emotivamente fredda di un antropologo, Bolaño ci conduce nel senso più profondo della perdita e dell’abbandono.
Assistiamo a quell’apparente lucidità che si ha, quando si resta orfani, dove inizialmente il “senso pratico” è dominante su tutto, perché i fatti pratici sono invadenti e non eludibili.
Allora tutto si svolge in nome di una praticità che è anche molto fredda e razionale, e che però protegge (ma tiene distanti) dalle dimensioni emotive. In questo modo si possono affrontare i dati di realtà, restando un’assenza di comunicazione con i propri aspetti emotivi.
Assenza di contatto emotiva che facilmente diviene molto pericolosa.

È del tutto naturale infatti, che uno scollegamento dalla propria sofferenza, consenta che questa prenda strade ignote e imprevedibili, tanto da diventare “dannosa” anche per gli aspetti pratici e di gestione del quotidiano.
Se l’umore scende e se, come è ancora più frequente, i movimenti di rabbia appaiono imprevisti e incontrollati, è evidente che ci siano ripercussioni sullo svolgimento della vita di tutti i giorni, e soprattutto sugli aspetti progettuali.
Si possono, infatti, fare scelte, con conseguenze anche importanti, ma che però sono dettate più dalla rabbia che dal desiderio o dai bisogni.
I rapporti personali negli ambienti di lavoro, in questi specifici casi, possono scivolare verso un isolamento che puà portare ad un impoverimento della vita sociale.

Ancor più potente, e questi sono i “luoghi” che il libro indaga, è quando i “mostri emotivi negati” diventano i “cattivi consiglieri” che indicano strade apparentemente valide, ma che si rivelano nel tempo discese pericolose da cui è difficile riemergere.

Se non si entra in contatto con il proprio dolore, con la rabbia (anche irrazionale) che deriva dal sentirsi abbandonati, ed aver subito un’ingiustizia, sarà facile dare credito a persone “negative”, le quali più che aiutare, saranno facilmente dannose.
Persone, queste, che forniranno indicazioni non utili, e che spesso andranno ad essere complici di quei sentimenti “non visti”. Saranno gli alleati tragici della tristezza e della rabbia non espressa, andando a creare situazioni autodistruttive o auto denigranti.
Situazioni, cioè, che metteranno ancor più in difficoltà chi già lo è per la perdita che ha dovuto subire. Rendendole la vita ancor più difficile e solitaria.
Queste “persone maligne” possono essere evitate soltanto affrontando la propria tempesta interiore, soltanto guardando in faccia i mostri, le luci e le ombre, che la tragedia della perdita ci mette inevitabilmente davanti. È questo il dialogo autentico, quello che avviene con lo “sconosciuto” che è in noi, e che è emerso dal lutto improvviso.
Certamente si sarà meno razionali e meno obiettivi, ma più sinceri e più vicini ai propri reali bisogni. La rabbia lascerà spazio ad un dolore autentico, evitando qualsiasi forma di auto distruzione.

Francesco Urbani
urbani@casadinchiostro.it
www.francescourbani.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Close
Social profiles