Bansky, Pillow Fight e i bambini che non giocano

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Sono battaglie senza cuscini quelle che si combattono nel mondo. Che vedono popolazioni inermi, impaurite dalle bombe e dalle irruzioni militari.
Dove il tempo è scandito dalla fuga nei rifugi, quando si ha la fortuna di averne qualcuno. Oppure si è alla ricerca di un luogo protetto, dove smettere di avere paura almeno per qualche momento.
Il tempo scandito dalla ricerca di cibo e di acqua. Elementi che noi diamo per scontati e che invece in gran parte del mondo, sono manchevoli, insufficienti, o addirittura controllati da superpotenze militari.
Bambini abituati alla follia della violenza. Che in quel delirio che chiamiamo guerra, hanno trovato una loro quotidianità.
Possiamo chiederci che adulti saranno? Che valore daranno alla vita propria e altrui?
Non lo sappiamo, forse le daranno un valore altissimo, oppure bassissimo. Abbiamo affidato l’evoluzione del nostro mondo al caso. Noi esseri così intelligenti, abbiamo creato, perpetrato e reiterato continuamente il male.
Abbiamo portato il dolore ovunque, per cattiveria o per negligenza. Spesso per banale trascuratezza.
Interessati sempre di più al nostro piccolo e poco, non ci accorgiamo più del nulla che ci circonda. Al nulla a cui abbandoniamo i nostri bambini.
Viviamo di ideologie che spesso non fanno altro che disinteressarsi al prossimo. Spesso non facciamo nulla, nonostante i nostri buoni propositi o le nostre affermazioni di principio. Che però tali restano.

È l’immobilismo a creare mostri. Le informazioni ormai assoggettate a un pensiero dominante e soprattutto di comodo.
Un mondo che è diventato una semplice comfort zone, per chi come noi sta dalla parte buona della storia.
Ma la maggioranza, quelli che invece se ne stanno dalla parte sbagliata? Che poi altro non è che la parte povera?
Quelli che non hanno avuto, e forse mai avranno le possibilità che abbiamo avuto noi?

Loro non faranno alcuna guerra dei cuscini.
Loro staranno sotto i bombardamenti. Nella continua paura di non riuscire a sopravvivere.

E così passerà il loro tempo, e anche il nostro.

Tutti sconfitti. Qualcuno al caldo, qualcuno al freddo.

E anche questa è una brutta differenza.

Mostri della nostra indifferenza.

Francesco Urbani
Psicologo-Psicoterapeuta-Supervisore
urbani@casadinchiostro.it
www.francescourbani.it
www.casadinchiostro.it

 

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