Ultimamente
scrivo meno.
Poco.
Niente.
Come se la vita
d’improvviso dicesse
Fatti da parte,
adesso tocca a me
scrivere
Questa poesia di Alfonso Brezmes, per una serie di associazione che forse non sono neanche a me troppo chiare, mi ha fatto pensare a tutte le volte che mettiamo un filtro tra noi e la vita.
Non che questo sia sempre sbagliato, anzi. Personalmente credo, e ho sempre creduto, che dobbiamo maturare il più possibile la capacità di riflettere su ciò che ci accade, su ciò che facciamo e sul nostro modo di vedere e stare nel mondo.
Però è indiscutibile che invece a volte la vita va vissuta e basta, e non mi riferisco ai grandi eventi, quelli in cui siamo chiamati a immergerci. Anzi che a volte ci sommergono.
Mi riferisco a piccoli fatti della vita. E veramente mi chiedo se siamo capaci di lasciarci andare, di farci travolgere. Come un tuffo nell’acqua dove ti senti avvolto e non stia troppo a pensare al tipo di esperienza che stai facendo. Ma sei unicamente in contatto con ciò che ti sta accadendo il quel momento.
Stai nel momento presente. Che non è il semplice, si fa per dire, qui e ora. Ma è proprio una collocazione spaziale. In cui senti che quello, almeno in quell’istante, è il tuo luogo. Lo hai scelto e ti ha scelto.
Ed è qui che non rifletti su nessuno dei filtri che il mondo contemporaneo ti mette a disposizione. Non pensi che devi fare video al cantante di cui vedi il concerto. O addirittura riprendere una scena di teatro.
Semplicemente stai lì. Non sei tu a scrivere alcuna storia. Non sei tu a scrivere un bel nulla. Perché sei soltanto, passeggero del volo.
Ma un passeggero importante, come lo sono tutti i passeggeri. Altrimenti il volo non ci sarebbe, non esisterebbe.
È la vita che ti avvolge e ti coinvolge. Quell’esperienza che proprio in quanto non mediata, ti entra nella pelle, e non sarà unicamente memoria razionale. Ma sarà sempre un ricordo anche della carne, dove le immagini saranno sempre associate alla sensibilità del corpo. A ciò che abbiamo provato in tutto il nostro essere.
A volte quindi, che sia un cellulare o anche il nostro starci lì troppo a pensare, la vita ci chiama e ad essa dobbiamo abbandonarci. Se vogliamo anche solo per pochi secondi essere felici
Francesco Urbani
Psicologo-Psicoterapeuta-Supervisore
urbani@casadinchiostro.it
www.francescourbani.it
www.casadinchiostro.it
Immagine tratta dal film "Felicità" di M. Ramazzotti, 2023 La poesia di Alfonso Brezmes è tratta da "Quando non ci sono" Einaudi Editore