Georges Mathieu – Les capétiens partout

Mathieu-capetingiLes capétiens partout (letteralmente “I capetingi ovunque”) è, come ricorda il titolo legato alla storia della dinastia francese, un enorme campo di battaglia, in questo caso non battaglia tra popoli, ma tra il pittore e la tela. I gesti sono volutamente spettacolari, e la loro importanza è confermata dal fatto che spesso Mathieu crea i suoi quadri davanti a un piccolo pubblico, anticipando la pratica della performance.

Sovente l’artista, infatti, si cimenta in vere e proprie esibizioni dal tono teatrale, in cui la sua pittura materica, veloce e concitata, si fa grido, azione, corsa, gesto, parola primordiale e automatismo psichico. Sebbene nel suo lavoro vi sia una matrice surrealista, nei suoi quadri non vi è nessun riferimento a forme e oggetti riconoscibili, nessun intento di spinte inconsce.

Semplicemente Mathieu dipingeva il più rapidamente possibile ( trenta minuti circa per realizzare una tela di queste dimensioni) per non dare alla mente la possibilità di pensare e alla ragione di intervenire nel suo lavoro. Solo l’istinto doveva guidare la sua descrizione di battaglie e gesta eroiche. Gesto o traccia sono tutt’uno, si esauriscono nella velocità di un istante. Perché questo sia possibile Mathieu cambia i formati dei suoi dipinti, che diventano più ampi, e anche il modo di stendere il colore, che viene affidato alla spatola, alle sgocciolature, a tubetti spremuti direttamente sulla tela, anticipando in questo le soluzioni che di lì a poco avrebbe adottato Pollock.

Marilisa Mastropierro

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