Il corpo come rifugio – Psicologia dell’Autolesionismo (La Pelle Ferita #3)

L’essere umano ha, in tutto il corso della sua vita, la meraviglia della scoperta del luogo in cui abita: il corpo.
E’ nel corpo, infatti, che si genera la condizione umana. Una condizione innanzitutto fisica e corporea.

Questa relazione con “l’incarnato”, però non si risolve mai in modo definitivo, restando invece in continua tensione dialettica. A volte più armonica, altre volte enormemente conflittuale.

Non è poi tanto raro sentirsi estranei alla propria carne, ed in questo le manifestazioni autolesionistiche rappresentano una forma dialettica che si alterna tra avvicinamento e allontanamento dal Sé. Ciò con il tramite della lesione che è anche “penetrazione rovesciata” della pelle.
Alterazione di contatto con il proprio “mondo interiore”.

Ci sono persone che conducono vite assolutamente normali, sia sul piano economico che relazionale, le quali a causa di specifici eventi, si trovano “catapultate” in una situazione di fragilità che non riescono a identificare o definire.
Fragilità sconosciute che riemergono da un passato irrisolto, spesso in riferimento a ferite o lesioni, che comportano un inaspettato confronto con la propria carne e il proprio sangue.
Si può, in tali casi, e in concomitanza a specifiche costellazioni affettive, generare una vera e propria passione (ossessione) per la propria pelle (rovesciata nella ferita).
E queste pratiche permettono di trovare un conforto, seppur tragico, che però impedisce di contenere le proprie più potenti angosce.
Qui, in questi precisi punti, la vita non è più quella dell’integrazione ma, per queste persone diventa uno stile “borderline”.
Reale filo del rasoio! Che di “reale” ha ben poco, e che porta a sentire la vite sfuggire via, diventando “la pelle” ancora di più un legame corpo-vita.
Il mondo, per queste persone intrappolate nei rituali autolesionistici, non ha più confini o limiti, e allora questi vengono cercati nel “corpo”.
I legami sociali diventano sempre più fragili e rarefatti, creando le basi per uno scivolamento verso un’anoressia degli affetti.

Francesco Urbani
urbani@casadinchiostro.it
www.francescourbani.it

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