Cime Tempestose, ovvero il limite dell’odio

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IMG_4187Heathcliff, uno dei personaggi principali del romanzo di Emily Bronte, ha una storia difficile alle spalle E’ stato abbandonato quando era molto piccolo e, continuamente maltrattato, all’ennesimo rifiuto della persona amata decide di volgere tutta la sua vita all’odio e alla distruzione. Volgere? In realtà dalla sua prospettiva dovremmo dire “continuare”, dato che sembra una persona che mai ha conosciuto il bene. Resta comunque, che da quel momento, con freddezza calcolata e con pazienza misurata, fa in modo di porre tutte le persone che gli hanno fatto del male, sotto il suo potere. Un potere malefico, ovviamente, dove la compassione è completamente impossibile da attuare. Quindi lentamente toglie loro qualsiasi avere, dalle proprietà materiali alla dignità personale. Portando tutto e tutti ad un degrado fisico e morale da cui sembra impossibile risollevarsi. La questione però, è un’altra, che va al di là della storia del libro e della sua risoluzione. Ovvero la questione che questo racconto ci pone davanti è sul quanto sia giusto che Heathcliff applichi, e fino a qual punto, la sua personale vendetta.

“‘Lo so che ha un’indole cattiva’ disse Catherine ‘è suo figlio. Ma per fortuna la mia è migliore, e posso perdonare; so che mi ama, e per questo motivo lo amo. Mio caro signor Heathcliff, lei non è amato da nessuno; e, per quanto infelici possa renderci, la nostra vendetta starà nel sapere che la sua crudeltà nasce da una sofferenza più grande della nostra!'”

È vero che è stato un bambino abbandonato, di cui non si conosce la provenienza né addirittura il cognome (per tutto il libro sarà unicamente “Heathcliff”). È anche vero che chi lo ha trovato non ha saputo proteggerlo, ma anzi per troppo amore lo ha esposto alla cattiveria dei suoi pari. Inoltre, non dobbiamo dimenticare, che dopo la morte del padre adottivo, questo ragazzo è stato degradato, dal fratello a semplice “fattore”, perdendo ogni rapporto di valore all’interno della casa-fattoria. Per concludere la sua triste storia di disgrazie, non in ultimo, la sorella, da lui tanto amata e compagna di giochi, lo ha tradito, sposandosi e lasciandolo nuovamente solo. cime_tempestose-400x300Ma tutto questo giustifica un’intera vita passata nell’odio? In questo Heathcliff, è veramente un personaggio anti-Dickensiano. Infatti, non è di certo il trovatello che trasforma la sua vita disgraziata in bene. Tutt’altro, lui decide consapevolmente di restituire tutte le cattiverie subite, trasfigurate ormai in un odio senza fine. Quello che però accade è che, accanto alla vendetta, lui stesso non riesce più ad uscire dal “mondo-male” in cui è stato portato da chi lo ha abbandonato.

“Non avevo abbastanza capacità di persuasione per combattere le parole di Heathcliff, e cancellarne l’effetto: le cose stavano andando secondo i suoi piani”

cime tempestoseDi certo è comprensibile la rabbia, l’odio, la voglia di far provare agli altri quello che si è provato per se stessi. Ma in questo modo si finisce per diventare protagonisti dello stesso mondo terrificante in cui si è stati gettati da bambini. Innescando un vortice senza fine, e senza alternative, in cui il bene non ha alcuna speranza di poter emergere. Quel che resta è certezza che ogni vendetta finisca sempre per trasformarsi in una ossessione, che avvolge tutto e che termina con il fatto che il male maggiore lo si faccia a se stessi, dimostrandosi che del bene non si è capaci: e forse neanche degni.

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